Ostacoli e carrozzine ribaltate: la filovia è un calvario per i disabili

Opera innovativa ed ecologica per i politici, costosissima e piena di barriere per le persone con disabilità: gli 8 chilometri di “Filò”, la filovia di Pescara, sono da anni al centro delle polemiche, condotte anche dall’associazione Carrozzine Determinate

La filovia di Pescara – “Filò”, come l’hanno chiamata i progettisti – iniziata nel gennaio 2009, è da anni al centro di polemiche: da una parte le associazioni di cittadini, da quelle ambientaliste a quelle dei disabili, critiche sul costo eccessivo del solo tratto Pescara-Montesilvano (31 milioni di euro, di cui ben 10, 8 per l’acquisto di 6 Phileas trasformati a prototipi di filobus e alimentati, in via del tutto inedita, da rete elettrica), sui lavori “approssimativi” già realizzati e sull’inutilità di un’infrastruttura che si sovrappone, di fatto cancellandola, alla cosiddetta Strada-parco, un classico percorso urbano verde per pedoni e ciclisti; dall’altra alcuni politici e imprenditori che, invece, descrivono l’opera come strategica ed ecologica. (In mezzo anche i magistrati, che hanno riscontrato “evidenti irregolarità” pur non avendo finora contestato reati).

La caduta di Giandonato Morra dalla carrozzina

Per i disabili in carrozzina, il progetto “Filò” è una barriera architettonica tout court, priva delle caratteristiche minime richieste dalla legge italiana ed europea. In altre parole: così come sono stati costruiti, gli 8 chilometri di filovia da Pescara a Montesilvano, per loro, sono già un calvario. «In molti punti non esistono scivoli per centinaia e centinaia di metri», afferma il presidente di Carrozzine Determinate Abruzzo, Claudio Ferrante. «Le rampe non sono a norma di legge e hanno una pendenza superiore all’8 per cento: le carrozzine dei disabili o di un invalido, anche temporaneo, si impennano e rischiano di ribaltarsi». Parole sante. Al punto che lo scorso anno, invitato a provare l’opera dalla stessa associazione, l’allora assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra (ex Giunta Chiodi), “carrozzinato” per l’occasione, si ribaltò subito alla partenza.

Dopo l’imbarazzante caduta di Morra, c’è chi ha provato a rimediare alla figuraccia ed evitare le ancora più accese proteste dei disabili. Purtroppo anche l’adeguamento dell’ormai nota “rampa dell’assessore” non è stato mai fatto a dovere. «Sugli otto chilometri di barriere della Strada parco che uniscono Pescara e Montesilvano», nota Ferrante, «si è cercato di eliminare un solo ostacolo, proprio quello scivolo dove l’assessore si era cappottato sfiorando un muretto con la testa, ma hanno sbagliato ancora la pendenza, al momento attorno al 13 per cento e, quindi, là si cade ancora»!

Claudio Ferrante (primo da destra), presidente di Carrozzine Determinate Abruzzo

Percorrendo il tracciato di “Filò”, è evidente come i diritti dei disabili sono stati e vengono ogni giorno calpestati: alle fermate del filobus il disabile in carrozzina, per spostarsi nelle vie limitrofe, dovrebbe superare pendenze – in media – del 20 per cento; i pali della luce, spesso piantati in fila al centro dei marciapiedi, bloccano il passaggio. In molti punti, proprio sui marciapiedi, due carrozzine non riescono a passare: però nessuno dei due occupanti può scendere, vista l’assenza di scivoli. «Per noi», continua Ferrante, «questa Strada-parco, oggi adattata a ricevere la filovia, è una vera e propria barriera, costruita ex novo e con soldi pubblici. Chi l’ha progettata e la sta realizzando non ha rispettato la Costituzione, la legge 18/2009 di ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, le leggi 104/92 e 41/86, il Dm 236/89 e il Dpr 503/96». La filovia non è solo un problema per i disabili in carrozzina: lo è anche per quelli sensoriali. Basta guardare questo video, triste e inquietante al tempo stesso, per rendersene conto : un cieco, alla fine del percorso tattile giallo, se non si è sfregiato sul vetro della pensilina di Filò, potrebbe centrare (l’inevitabile) palo della luce.

Intanto la Gestione trasporti metropolitani (Gtm), che nel maggio 2007 ha appaltato i lavori alla britannica Balfour Betty Rail (quest’ultima a capofila di un’associazione temporanea di imprese), afferma che è sua intenzione eliminare le barriere architettoniche in prossimità delle fermate del filobus e degli incroci con le strade. Tali lavori, secondo l’azienda, dovrebbero consistere in: ampliamento dei marciapiedi, spostamento di pali della luce o semafori di impedimento a pedoni e carrozzine, nuovi attraversamenti pedonali e adeguamento degli scivoli alla pendenza dell’8 per cento.

Tuttavia, proprio sull’argomento, Ferrante critica il presidente Michele Russo della Gtm): «Sono anni che, come associazione di persone disabili, chiediamo di visionare questi progetti della Gtm che, nel frattempo, continua a promettere “magie”: intanto le barriere sono ancora lì, molte delle quali inamovibili. Comunque, nel caso in cui la maggior parte dei macroscopici errori commessi dovesse essere corretta, occorrerebbe spendere almeno un altro 1 milione di euro. Poi», continua il presidente di Carrozzine Determinate, «un gravissimo problema è la questione delle barriere architettoniche delle vie di accesso al percorso della filovia. Quel che è peggio è che il costo dell’abbattimento di tali ostacoli ricadrà tutto sui Comuni e,dunque, ancora sulle tasche dei contribuenti. C’è pure da chiedersi», conclude Ferrante, «come mai sul tratto di filovia Pescara-Montesilvano non c’è stato bisogno della Valutazione di impatto ambientale da parte della Regione Abruzzo, mentre è la stessa Regione a richiederla su altri due tratti dell’opera da realizzarsi in futuro, uno che dovrebbe dirigere verso l’aeroporto e l’altro verso Francavilla». (Paolo Giovannelli)

Fonte: Redattore Sociale

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