I disabili tornano in piazza: via le barriere – 31/05/2011

PESCARA. Le associazioni di assistenza ai disabili secndono di nuiovo in piazza, oggi a Pescara, per protestare contro il mancato finaziamento della legge del 1989, la numero 13, sull’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati e contro i tagli alla spesa sociale da parte della Regione.

L’appuntamento è per le 11 di questa mattina, davanti alla sede della Regione in viale Bovio. «Invitiamo gli amministratori della Regione Abruzzo a provare stampelle, bende, tappi per orecchie, passeggini e carrozzine vuote come atto simbolico per vivere le difficoltà create dalle barriere architettoniche a mamme con bimbi piccoli, anziani, disabili visivi, sordomuti e tutti coloro che hanno problemi motori temporanei o permanenti», dice Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine determinate. «Una simile esperienza empatica», aggiungono, «offrirà una visione alternativa della città agli amministratori della Regione Abruzzo e servirà a sensibilizzarli alle difficoltà materiali che si incontrano giornalmente quando non ci si può muovere liberamente. Questo perché chi è responsabile delle decisioni politiche deve rendersi conto che le stesse influiranno su un imponente fetta della popolazione abruzzese portatrice di handicap».
Le associazioni che aderiscono alla protesta sono Fand Abruzzo (che raggruppa Uic, Ens, Anmic, Anmil, Unms, Anglat) Anffas Abruzzo, Aism Pescara, Diritti Diretti, Carrozzine determinate Abruzzo, Diversi Uguali, Sottosopra, Abbattiamo le barriere, Uildm di Chieti e Pescara, Aias, Codici, Abitare insieme, Vita indipendente Abruzzo, Sconvolts, Asami Abruzzo e Il futuro. Ieri, intanto, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Angelo Di Paolo, ha chiarito la posizione della Regione sul problema deei mancati rimborsi per lavori effettuati in abitazioni private per rimuovere le barriere architettoniche. «La legge numero 13 del 1989, cui si fatto riferimento in questi giorni, anche stravolgendone il senso», ha detto Di Paolo, «prevede contributi, per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati, con l’istituzione di un fondo annuale nazionale a ripartizione regionale. Ma, a partire dal 2001, lo Stato non ha più trasferito risorse alle Regioni».

«La Regione è particolarmente attenta alle esigenze dei diversamente abili», ha proseguito l’assessore, «ma questo è un ambito di stretta pertinenza statale. Proprio a dimostrazione della sua sensibilità verso il sociale, l’amministrazione regionale ha cercato di reperire fondi dal proprio bilancio, continuando a erogare contributi agli aventi diritto, in virtù della legge nazionale 13 del 1989, fino a tutto il 2007. Questi, in cifre, gli esborsi sostenuti. Nel periodo 2001-2004: 1.986.139,10 euro. Nel 2005: 784.374,37 euro. Nel 2006: 698.916,12 euro. Nel 2007: 1.116.541,51 euro». «Inoltre», ha proseguito Di Paolo, «con la programmazione di cui al decreto legislativo 112 del 1998, la Regione ha emanato bandi per opere di abbattimento delle barriere architettoniche, sia in edifici pubblici che privati, per un importo pari a 20 milioni di euro. Ha anche accantonato risorse negli anni precedenti per programmi di finanziamento alle cooperative dei disabili operanti nel territorio aquilano». Quanto ai contributi per acquisto, ristrutturazione e costruzione della prima casa, l’assessore ha ricordato che «la priorità nelle graduatorie stata è data alle famiglie con all’interno un portatore di handicap». «Di fatto, negli ultimi anni», ha concluso Angelo Di Paolo, «tutte le risorse sono state assegnate a nuclei familiari con portatori di handicap, a discapito anche di tutti gli altri».

Fonte: Il Centro

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