Taglio ai rimborsi, la rabbia dei disabili Pochi 400mila euro per eliminare le barriere dagli edifici privati – 08/08/2011

L’assessore Di Paolo convoca in viale Bovio i rappresentanti delle venti associazioni che operano in Abruzzo

PESCARA. Le associazioni dei disabili sono nuovamente in stato di agitazione, pronte a un altro sit-in negli uffici della Regione Abruzzo in viale Bovio a Pescara. A scatenare la rabbia sono i 400mila euro destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Somma prevista con una variazione di bilancio approvata dal Consiglio regionale la settimana scorsa.

L’assessore ai Lavori pubblici Angelo Di Paolo è corso ai ripari convocando per stamane i rappresentati delle associazioni negli uffici regionali. La questione è semplice: il 6 aprile scorso, il governo regionale, con un provvedimento retroattivo al 2007, ha annullato i fondi per i rimborsi alle persone con disabilità che hanno affrontato spese per la rimozione delle barriere architettoniche nelle abitazioni private. Si parla qui dei fondi previsti dalla legge nazionale numero 13 del 9 gennaio 1989. Di fatto, tutti i d

enari spesi da queste famiglie, dal 2008 a oggi, non sono stati più restituiti dalla Regione, nonostante sia stata la stessa amministrazione a concedere l’autorizzazione per i lavori. Per lo stesso motivo, già a fine maggio, decine di disabili protestarono nella sede di viale Bovio, prima indossando le magliette da carcerato e poi facendo sedere sulle loro sedie a rotelle assessori e consiglieri regionali. L’obiettivo era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà che, ogni giorno, affronta chi non ha la fortuna di poter camminare sulle proprie gambe. «Credevamo che avessero capito, evidentemente non si sono neppure resi conto di cosa voglia dire vivere in questa condizione. Soprattutto l’assessore Di Paolo, che ebbe anche la sventura di ribaltarsi con la carrozzella», sostiene Claudio Ferrante, presidente di “Carrozzine determinate”, rappresentante delle oltre venti associazioni di disabili regionali. «Con questa somma ridicola», prosegue, «non si coprono neppure i rimborsi del 2008. Basti pensare che, per la sola città di Montesilvano, servono 120mila euro all’anno che, moltiplicati per quattro, fa poco più del denaro messo in conto.

Apprezziamo la buona volontà, ma non accettiamo l’elemosina.

A maggior ragione dopo le promesse non mantenute dei politici regionali durante gli incontri pubblici». In Abruzzo, sono migliaia i disabili affetti da cecità, sordità, paraplegia, distrofia muscolare, Sla e sclerosi multipla che hanno anticipato la spesa contando sul rimborso regionale che al momento c’è in minima parte. Tutti gli altri invece non avranno più la possibilità di rendere accessibile la propria abitazione con rampe, ascensori, porte ampliate e bagni adeguati, con il risultato di trovarsi prigionieri in casa. «Purtroppo, è proprio questa la condizione in cui ci si sente», afferma Ferrante, «è come se fossimo agli arresti domiciliari». Le associazioni dei disabili chiedono inoltre nuovamente la piena applicazione della legge numero 1 del 2008, applicata ma mai entrata in vigore per mancanza dei decreti attuativi. La legge obbliga Comuni e Province a edificare senza barriere architettoniche.

Il Centro

08/08/2011

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