Disabili, serve un fondo per gli aiuti La proposta delle associazioni abruzzesi alla commissione Sanità – 08/09/2011

PESCARA. Le proposte delle associazioni abruzzesi dei disabili sono approdate ieri mattina nella seduta della V commissione consiliare Sanità. I rappresentanti dei sodalizi hanno presentato le proprie proposte per affrontare il difficile momento che il sociale si appresta a vivere a seguito delle misure finanziarie messe in atto dal Governo. All’incontro hanno partecipato Claudio Ferrante, Nicolino Di Domenica, Camillo Gelsumini, Livio Vox e Simone Petaccia.

Le richieste avanzate possono essere riassunte in due punti importanti: la costituzione del fondo regionale per la non autosufficienza, e l’introduzione di una legge sulla vita indipendente. Altre richieste sono state formalizzate al presidente della commissione sottoforma di emendamenti da presentare al decreto legge 13 agosto 2011 n.138. Tra questi, la modifica alla legge delega che assegna al Ministro dell’Economia la possibilità di tagliare i fondi per il sociale; il rifinanziamento del fondo nazionale per le politiche sociali per il prossimo triennio da coprire con il Piano straordinario sull’evasione fiscale; la costituzione di un comitato tecnico che controlli e impedisca la creazione dei cosiddetti reparti di confinamento ovvero le assunzioni in unità operative di personale con disabilità, fissando un limite del 15% del numero degli occupati disabili in rapporto al numero totale degli addetti in quella impresa. «Il Pd è vicino al mondo del sociale e ai più deboli», spiega Marinella Sclocco, presidente di commissione, «le richieste dei disabili in Abruzzo sono condivisibili e affrontano una realtà che nella nostra regione è ancora più drammatica visto i pesanti tagli che hanno interessato tutte le politiche sociali. È ora che la maggioranza di centrodestra dica come la pensa sulle politiche sociali, siamo stufi di questo finto buonismo della Regione che fa tagli al sociale e nulla dice sulle decisioni del Governo centrale in questa materia. Ci dicano se ritengono che la manovra del Governo sia iniqua, e prendano decisioni a favore del sociale».

Fonte: Il Centro

08/09/2011

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